Sinuessa dalla quale ha avuto origine Mondragone, confina a nord con Sessa, a est con Capua, a sud con Castelvoturno e a ovest col mar Tirreno. Anticamente chi dalla regione degli Ausoni voleva penetrare nella Campania provenendo da Minturno, sulla Via Appia, incontrava Sinuessa posta sulla spiaggia in una piccola pianura e in un’insenatura del mare. Questa, detta anticamente Sinope per la bellezza del suo sito, fu occupata nell’anno 415 a.C. da Tito Manlio Torquato che combattendo con i Sanniti se ne impadronì rendendola città romana cambiandone i nome da Sinope in Sinuessa, in onore di una divinità pagana, la Ninfa Sinuessa (madre di Nettuno).

Dell’antica città Greca ci sono giunte pochissime notizie mentre di Sinuessa abbiamo notizie certe. La città era molto vasta, ed era situata nella pianura tra i Colli Massici e il mar Tirreno. Aveva templi eretti su colonne di granito e altri marmi preziosi, era adornata di statue e mosaici, ed era sede di terme molto famose dove i nobili Romani si recavano per curare la loro salute. La particolare fertilità del suolo e la vicinanza del mare fecero si che in poco tempo nella colonia di Sinuessa sorgessero le cosiddette Ville di Produzione fornite di tutto l’occorrente per produrre colture specializzate. Nel II secolo a.C. le abitazioni occuparono anche le pendici più elevate sia del monte Petrino che del Monte Massico (lo testimoniano i ruderi di una villa trovata in località Colombrelli, dove fu rinvenuta la Venere di Sinuessa). Su questi monti si diffuse la coltivazione della vite che, in breve, fornì una rilevante produzione vinicola, tanto che la città fu rinomata per il vino di Falerno. Anche il poeta Orazio lo celebra nelle sue poesie e, a Roma, non c’era un banchetto importante che non fosse innaffiato dal Falerno.

Questo vino era così prelibato che fu conservato per duecento anni. La ricchezza della città non fu legata solo alla produzione vinicola ma anche a quella dei cereali, dell’olivo e dell’allevamento del bestiame. Questi prodotti contribuirono alla ricchezza dei Sinuessani.

La città crebbe in breve tempo e divenne un centro commerciale e turistico e raggiunse il più alto splendore nel I° secolo d.C. per l’inaugurazione di un importante strada, la Domitiana, che fu costruita nel 96 d.C., tanto che molti uomini politici e influenti tra i quali Cicerone Tigellino, uomo crudele e amico dell’imperatore Nerone, si fecero costruire ricche ville in questa zona.

Tutto ciò testimonia la grandezza dell’Antica Sinuessa e fa pensare che la sua scomparsa si è verificata non solo per opera dei barbari, ma soprattutto per fenomeni tellurici e maremoti. Sconvolgimenti Catastrofici di tutta la costa hanno inabissato la città.